Disagi per la movimentazione delle merci sono previsti nei prossimi giorni. Il prossimo 17 febbraio si fermano infatti gli autotrasportatori italiani. Nel frattempo, in Francia, sono previste diverse giornate di stop per i lavoratori portuali.
Tir fermi il 17 febbraio
E' Trasportounito ad aver chiamato a raccolta gli autotrasportatori di tutta Italia: l'obiettivo è dare luogo a un corteo di camion il prossimo lunedì 17 febbraio, una lunga coda di tir lumaca che dovrebbe raggiungere la sede romana del ministero dei Trasporti, a Porta Pia, mandando in tilt il traffico della Capitale. Nel mirino degli autotrasportatori c'è il ministro Matteo Salvini, al quale chiedono di non essere più ignorati.
L'associazione degli autotrasportatori, che non chiede soldi, ma desidera risposte su quattro istanze - ossia la riforma delle regole dell'autotrasporto, la sicurezza del trasporto merci e delle infrastrutture e la carenza degli autisti - spiega: "L’autotrasporto è “totalmente emarginato dalle priorità del Governo ed emarginato dai tavoli in cui si definiscono le scelte che riguardano la politica dei trasporti, con la sola occasionale eccezione del problema relativo ai transiti del Brennero”.
"Il ministro dei Trasporti - sottolinea la nota di Trasportounito - ha incontrato le associazioni dell’autotrasporto solo due volte e i contenuti delle riunioni, del tutto insignificanti, hanno confermato non solo l’assoluta mancanza di interesse e di partecipazione, ma anche la totale ignoranza della magnitudo dei problemi che potrebbero sfociare in un collasso della mobilità delle merci nel nostro Paese”.
Sulla stessa lunghezza d'onda un'altra sigla dell'autotrasporto, Unatrans: "E' inaccettabile il silenzio imbarazzante del ministero dei Trasporti sulla richiesta di incontro urgente - si legge in una nota - Nonostante un preciso impegno assunto dal ministro Salvini, che aveva fornito assicurazioni e annunciato che con cadenza mensile vi sarebbe stato un confronto con la rappresentanza del settore".
Porti francesi a singhiozzo
E' invece la riforma delle pensioni il tema che da inizio anno sta accendendo gli animi dei portuali francesi. Uno sciopero di 48 ore è avvenuto in tutti i porti francesi il 30 e 31 gennaio e altri sono previsti a febbraio: i lavoratori si fermano domani 12 febbraio e poi, a seguire, ogni due-quattro giorni e cioè il 14, il 18, il 20, il 24, il 26, e il 28.
Una situazione che non piace per via delle diverse ricadute negative: l’associazione delle imprese di logistica Tlf e quella degli spedizionieri Autf hanno espresso preoccupazione sulle conseguenze economiche della protesta.
Inoltre si teme per il traffico europeo: lo sciopero di fine gennaio ha infatti causato ritardi nella spedizione delle merci e congestione di veicoli negli scali, con conseguenze anche nell’inoltro ferroviario. La prosecuzione della protesta potrebbe dirottare le navi cargo in altri porti europei, tra cui Anversa, Rotterdam o Barcellona.