Una crescita continua e costante quella della Caruso frutta secca, azienda con sede a Spilimbergo, in provincia di Pordenone, fin da quando nel 2014 Alessandro Caruso, forte dell’esperienza maturata nel settore, decise di avviare la propria attività dedicata alla produzione ma soprattutto alla trasformazione di frutta secca.
Una crescita trainata dal grande interesse del mercato estero per questi prodotti, pistacchio in particolare, e incrementata oggi, ancor di più, dalla forte richiesta della Dubai Chocolate, la cui caratteristica è proprio la farcitura alla crema al pistacchio e kadayif, pasta molto fine spesso utilizzata nei dolci arabi.
Un nuovo stabilimento dedicato
Una fama improvvisa che trascina il settore della trasformazione, soprattutto chi, come la Caruso, ha già da tempo una consolidata presenza all’estero. “Abbiamo forniture importanti nell’Europa dell’est, in Oriente e Medio Oriente. L’export rappresenta l’80% del nostro fatturato”, racconta il titolare.
Proprio per rispondere all’importante domanda in arrivo da quelle aree, la Caruso frutta secca ha aperto un nuovo stabilimento con una linea di lavorazione dedicata. Qui, dallo scorso settembre, un impianto 4.0, del tutto automatizzato, provvede a tutto il ciclo di lavorazione del pistacchio, dalla tostatura alla raffinazione.
Un salto in avanti importante, in termini di efficienza, che permette di lavorare circa 300 chili di prodotto all’ora, in gran parte destinato proprio alla produzione del cioccolato di Dubai. In virtù del vivace mercato estero, il 2024 della Caruso si è chiuso con un risultato molto positivo: il 40% in più sull’anno precedente che, a sua volta, si era stato segnato da un andamento in crescita.
Il 2025: si cresce, ma non mancano gli interrogativi
Anche il 2025 è iniziato con i migliori auspici, ma non mancano gli interrogativi legati all’instabilità del contesto globale. “Il mercato risponde bene, ma ci sono delle difficoltà: dalle ripercussioni della politica dei dazi alla fatica di trovare manodopera specializzata”, afferma Caruso.
Uno dei problemi maggiori riguarda tuttavia la scarsità di materia prima, con il conseguente aumento dei prezzi. “Abbiamo una buona rete di fornitori, che ci ha permesso comunque di soddisfare le richieste, ma non è da escludere che potremmo essere costretti, nel prossimo futuro, a rallentare o fermare per un po' la produzione, in attesa dell’arrivo della materia prima. Questo poi significherà lavorare a ritmi ancora più serrati per recuperare”.
L’azienda, oggi gestita dal fondatore insieme ai suoi familiari, lavora pistacchio, mandorle e nocciole. “Tra tutti questi prodotti, il pistacchio è in assoluto il più venduto, soprattutto in questo momento – sottolinea l'imprenditore – La richiesta è alta e, per la nostra azienda, rappresenta circa il 65% del prodotto commercializzato”.
I progetti futuri
Proprio in virtù del costante sviluppo, l’azienda sta già progettando nuovi investimenti, soprattutto in termini di spazi e macchinari al fine di essere ancora più competitiva su un mercato che richiede quantitativi e tempistiche celeri.
Intanto, al Sigep 2025 l'azienda Caruso ha ricevuto la visita inaspettata del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Una sorpresa che ha inorgoglito Alessandro Caruso: “Per noi, è stato un piacere essere stati scelti tra le tante aziende presenti”.