Disastro cipolle, quelle europee presentano criticità e si aprono le porte all’importazioni di quelle peruviane. I prezzi salgono sopra i 2 euro il chilo.
Nei mercati all’ingrosso italiani riprendono valore le zucchine. Almeno al nord dove salgono sopra l’euro e quelle con il fiore arrivano a 2,50 euro il chilo. Crollo asparagi: dopo una buona Pasqua continua la discesa di prezzo.
Buon inizio per i meloni siciliani e c’è richiesta di angurie con origine Mauritania, Marocco e le prime baby dalla Sicilia. Tengono il prezzo le arance Tarocco di buon calibro siciliane, ma è soprattutto tempo di frutti spagnoli e egiziani. Proseguono le buone vendite delle fragole. E i limoni? Non è l’annata giusta.
A Vicenza cipolle peruviane, si riprendono le zucchine
Carenza di produzione, abbondanza di prodotto di scarsa qualità, divieti all’esportazione di Paesi come Egitto e India e le cipolle schizzano alle stelle. In alcuni casi anche sopra i 2 euro il kg. Offre un quadro della situazione a myfruit.it Luca Zanon, presidente di Fedagro Vicenza, che dalla città veneta sottolinea: “Siamo alla disperazione. Ora è iniziata la bianca Margherita che quota sopra i 2 euro con prodotto pugliese e il resto è un disastro. Problemi di qualità per alcuni produttori europei, importiamo la peruviana bianca e per i costi di trasporto si sale sopra i 2 euro il chilo”.
Gli altri ortaggi? “Zucchine dopo 2/3 settimane a prezzi bassi sono in ripresa. Quotano da 1,20 fino ai 2/2,50 per quelle con il fiore, melanzane 1,50/1,80 per la viola. I pomodori noi abbiamo prodotto da Pachino: 4,80/5 euro Marinda, Datterino oltre i 4 euro. Le fragole dalla Basilicata a 5 euro, poi abbiamo anche prodotti più di nicchia che quotano di più”.
Meloni da 2,50 a 3,50 euro, in caduta asparagi e fermi i carciofi
I meloni siciliani? “Fanno pensare a una bella e buona stagione, con il caldo si vendono e con buoni prezzi: da 2,50 a 3,50. Il melone retato con le varietà Red Falcon, Proteo, SV9790MC, Rubino, le quattro del momento. Origine Licata, il prodotto dal Marocco è buono ma non c’è grande richiesta. Gli asparagi è un dramma, c’è tanto prodotto, noi siamo in zona di produzione con bianco e verde. La gente si è stancata dopo la Pasqua con prezzi sostenuti, i carciofi si sono fermati”.
Il fenomeno limoni: “Prezzo a piacere”, clementine destagionalizzate
Sui limoni Zanon inizia con una battuta: “Prezzo a piacere”. Poi la spiegazione: “C’è tanta merce in mercato con una forbice ampia da 0,80 1,80 euro. Il problema è che c’è tanta rimanenze e qualcuno disposto a svendere”. Le cause? “Non è un prodotto costante, dipende dalle annate. Se devo dare un consiglio ai produttori interpretando le richieste dei clienti: c’è attenzione al frutto non trattato, quello con la buccia edibile. In questo caso si è disposti a spendere qualcosa in più”.
Se le arance non si vendono in grandissime quantità per Zanon è sempre tempo di clementine.”La varietà Orri spagnola va via come il pane, la venderemo 12 mesi l’anno. Un prodotto destagionalizzato e con prezzi importanti: dai 2 ai 4 euro“. Spagnola e non israeliana? “Può essere anche più buona, ma non è costante e non lavorano bene come gli spagnoli”. Prezzi sostenuti anche per il Tarocco: “I calibri grossi sono sopra i 2 euro il kg, ma non fanno media perché c’è prevalenza di calibri piccoli”.
Albicocche Maya Cot a 8,5 euro e nettarine spagnole a 7 euro
Aria di primavera? “Si vedono le prime albicocche Maya Cot spagnole a 8,50 euro, ci sono le nettarine spagnole a 7 euro e si vendono bene ma sono andate bene anche quelle cilene che se buone si sono vendute”.
A Milano si sono vendute le angurie
Focus sulle prima angurie con Salvatore Musso della ditta Masterfuit che lavora nel mercato di Milano. “Vedo partenza importante dal Nord Africa, a iniziare dalla Mauritania poi segue il prodotto dal Marocco. Prezzi stabili e sostenuti con media di 1,50 euro il kg e punte di 1,70/1,80 euro. Si è lavorato bene a Pasqua con la richiesta da società di ristorazione, di catering e turistiche. C’è poco prodotto siciliano, sta arrivando qualche quota dall’azienda Lorenzini da Sermide in provincia di Mantova con quotazione d i 2/2,20 euro contro 1,60/1,80 del prodotto d’importazione”.
E nei mercati tedeschi? Arance da tutta Europa e oltre
Importante il report di mercato della rivista internazionale Fruchthandel, che fa il punto sul mercato tedesco grazie alle rilevazioni dei centro agroalimentari di Francoforte, Amburgo, Colonia, Monaco e Berlino.
Vediamo cosa hanno scritto per il periodo 25- 28 marzo. “Anche se la stagione sta volgendo al termine, l’offerta di prodotti è ancora ampia. I prodotti spagnoli continuano ovviamente a dominare. La presenza di Valencia Late e Salustiana egiziane ha tenuto, mentre le varietà Navel turche sono state leggermente limitate. L’offerta spagnola di arance bionde come prodotto da dessert si è spostata sempre più dalle Navel alla varietà tardiva Lane Late.
In linea con il periodo dell’anno, l’interesse ha cominciato lentamente a scemare e, con il rallentamento della rotazione delle merci, è stato necessario gestire i prezzi in modo più flessibile, soprattutto per le merci egiziane e i lotti di stock spagnoli. Nel complesso, tuttavia, le valutazioni non sono cambiate di molto, poiché i contingenti sono stati forniti a un tasso complessivamente ridotto. Le arance Moro italiane ancora disponibili nel segmento delle arance rosse. Le Cara Cara e le Tarocco spagnole invece difficilmente disponibili. La disponibilità è stata piuttosto limitata, in linea con la situazione stagionale. Tuttavia, l’interesse è stato soddisfatto senza difficoltà. A Francoforte, le arance rosse e bionde sono state acquistate quasi esclusivamente per la produzione di succhi“.