L'arrivo della primavera vivacizza i mercati ortofrutticoli all'ingrosso. Si registra più dinamismo. Il modello di L'Orto di Jack dimostra nuove strade da percorrere per innovare la filiera. I prodotti vedono una tendenza al ribasso per le fragole, tengono i prezzi i pomodori e le zucchine. In calo le arance, bene gli asparagi con quotazioni fino a 9 euro.
Il caso L'orto di Jack
La settimana scorsa un incendio al mercato di Milano ha distrutto una parte significativa delle aree gestite da L'Orto di Jack. Nonostante i danni già lo stesso giorno l'azienda è riuscita a soddisfare i clienti. Ma si deve tornare alla normalità. Un percorso di cui parla a myfrui.it il presidente Antonio Catalano, il quale illustra anche l'interessante modello di business del gruppo.
Iniziamo dalla cronaca. Per il post incendio quali sono le prospettive? "Abbiamo un dialogo aperto con l'ente gestore sugli spazi da individuare per ricostruire la nostra struttura. Nell'emergenza - parliamo del primo giorno - siamo riusciti a soddisfare il 30% dei nostri clienti e poi da quello successivo grazie ad un'altra nostra struttura si è ripresa la completa operatività. Merito anche dei nostri 140 collaboratori".
Un modello di successo
L'Orto di Jack è un'azienda innovativa che ha investito con successo sulla distribuzione nel canale Horeca. "Abbiamo 10 negozi a Milano e realizziamo 400 servizi giornalieri per 700 clienti tra bar, ristoranti e altri locali. Siamo riusciti ad accorciare tutta la filiera, accorpando diversi passaggi. Possiamo contare anche su New Gala che gestisce uno stand al mercato all'ingrosso. A gennaio abbiamo acquisito Frutteto Casagrande, un competitor che ci ha permesso di raddoppiare i volumi. Il nostro fatturato è dato dai 19 milioni di L'Orto di Jack, 20 di New Gala e 10 di CPO Distribuzione che opera in provincia di Monza e Brianza. Nel 2025 stimiamo un giro d'affari di 70 milioni". Queste le dimensioni e le caratteristiche originali del gruppo.
Tempo di fragole e carciofi
Il presidente Catalano offre a myfruit.it le dinamiche recenti del mercato. "Si lavora molto con le fragole, siamo sul finale con l'origine Marsala, è richiesto il prodotto della Basilicata. E' tempo di agrumi e di carciofi da diverse regioni: Sardegna, Puglia, Toscana. Ci concentriamo sulla stagionalità".
Ma un leader della distribuzione del canale Horeca non può fare a meno dei prodotti esotici: "Si lavora tanto con mango e avocado per la ristorazione. Un prodotto sempre più importante".
Nei locali distrutti c'era uno spazio dedicato alla maturazione dell'avocado e un altro per la preparazione della IV gamma. Un gruppo ben strutturato, impegnato su diverse fronti e attento all'innovazione.
Al mercato di Verona sboccia la primavera, prodotto locale e in aumento le vendite
Inizia a sbocciare la primavera commerciale al mercato ortofrutticolo di Verona dopo la calma invernale. Andrea Bonizzi - agronomo e responsabile qualità e listino prezzi - guida myfruit.it tra i prezzi e le dinamiche del centro agroalimentare: "Passata l'ondata di freddo e con le temperature in aumento crescono la presenza di prodotto locale e gli scambi". Una vivacità influenzata dal clima.
Buon inizio per gli asparagi, l'extra bianco tocca i 9 euro
"Stanno aumentando i volumi degli asparagi, con una buona incidenza del prodotto locale” sottolinea l'esperto che elenca la ricca offerta. "Sono presenti tutti i calibri dei bianchi. Iniziamo dall'asparagina (calibro 8/12) a 2,90 euro il chilo. Si sale sensibilmente con il calibro 12/16 con quotazione 4,50 euro il chilo. Segue il 16/20 a 6,20, il 20/22 supera i 7 e il 22 + oscilla dagli 8 ai 9 euro conferme alla qualità. L'extra ha un prezzo sostenuto e il bianco quota più del verde".
Quest'ultimo arriva da Puglia, Campania e Sardegna più la produzione locale. I prezzi del prodotto veneto vanno dai 5 euro il chilo del calibro 12/16 fino agli 8 euro per l'extra. Ci sono poi le punte dalla Grecia e il calibro XL quota sugli 8 euro. Sono buoni prezzi che scenderanno con l'aumento dei quantitativi".
È tempo di patate novelle: italiane e dall'Egitto
Tra le novità l'arrivo Bonizzi segnala le "patate novelle" da Egitto a 0,65/0,70 euro il chilo. Il prodotto dalla Sicilia si vende in cassa sfusa a 1,10 euro". E le zucchine? "Sono iniziati gli impianti sotto serra ma il prodotto non è ancora arrivato al mercato.
C’è l’origine Sicilia con il calibro 7/14 a 1,50 euro il chilo, il 14/21 dal Lazio quota 1,10 mentre lo zuccone quota 1 euro. Una quotazione probabilmente legata ad una maggiore richiesta dell'export verso la Germania".
Quasi dimezzato il prezzo del peperone
Altri ortaggi? "I cetrioli sono abbastanza stabili: lo sfuso quota intorno a 2 euro, ma si trova anche a 1,50. Le melanzane ovali dalla Sicilia si vendono intorno all'euro, l'origine spagnola va sotto l'euro: 0,80/0,90 con la varietà simile alla semi lunga. I finocchi sono in rallentamento, i prezzi sono calati. Il formato da 10 pezzi si vende a 0,90 euro, l'extra sale sopra l'euro".
I peperoni la settimana scorsa quotavano fino a 4 euro il chilo. "Ora i prezzi sono calati. Il giallo dalla Sicilia in padella quota 2,60 euro, il doppio strato a 2,2. Stessa quotazione per il rosso, con il verde si scende a 2 euro".
Il pomodoro a Grappolo intorno ai 2 euro il chilo
Tiene il prezzo del pomodoro a Grappolo: "Siamo da 1,70 a 2 euro il chilo con origine Sicilia e un po' di Fondi. Il Datterino sfuso sui 3 euro, il Ciliegino sui 2,50 euro". Capitolo radicchi: "Leggero aumento per il rosso tondo, siamo a 2,30 euro il chilo. Il lungo precoce quota 2,50 euro. La lattuga Gentile locale si vende a 0,80/0,90 nel formato da sei pezzi".
Carciofi? "I quantitativi stanno calando. Il Romanesco da 8 pezzi quota 0,45 a capolino e il violetto da Puglia (20 pezzi) si vende a 0,33 euro il pezzo".
Kiwi locale fino a 3 euro, fragole a metà prezzo
Il kiwi locale da 115/120 grammi in doppio quota 2,50 euro il chilo e sempre in doppio il 140/160 grammi arriva ai 3 euro. C'è buona disponibilità, si arriverà fino a maggio". Capitolo arance? "C'è un po’di Tarocco. Il calibro 4 quota 1,80 euro il chilo. È arrivato l'ovale. Questi i prezzi dell'agrume siciliano. Il calibro 6 vale 1,30 euro il chilo con l’8 si scende a 1,10 mentre il 9 si ferma a 0,90 euro". C'è anche prodotto dalla Spagna, la varietà Valencia dall'Egitto sotto l'euro.
Sulle fragole si nota un calo importante. "La Sicilia è finita, in calo le altre origini. La settimana scorsa è stata stagnante per le fragole, si è registrata difficoltà di vendita. Le fragole della Basilicata extra e in padella quotano sui 3 euro e non più di 3,30. Con le altre provenienze si scende a 2,30. Un euro in meno. Il caldo al Sud ha permesso una gran produzione e il freddo al Nord ha rallentato le vendite".
Angurie dal Marocco, melone dal Senegal
È tempo di primizie. "Da dieci giorni sono in vendita le angurie dal Marocco: da 1,30 e 1,50 euro il chilo. i meloni 5 pezzi vanno da 1,80 euro il chilo per quelli senza marchio fino a 3 euro per il prodotto extra, lavorato con la cera come il Philibon da Martinica e Guadalupa oppure il prodotto dal Senegal".