Sono prevalentemente nelle mani di famiglie (per ora nessun fondo di private Equity sembra manifestarsi all’orizzonte), l’età media dei soci è intorno ai 55 anni e la componente femminile, seppur in aumento, continua a essere decisamente minoritaria tanto da arrivare solo intorno al 20% del board, ma soprattutto se appartiene alla famiglia proprietaria.
La ricca e approfondita fotografia che anche quest’anno l’area studi di Mediobanca ha dedicato al mondo della grande distribuzione organizzata, presentata da Oriana Romeo, senior analist di Mediobanca, ha toccato anche il delicato tema del passaggio generazionale che rappresenta un fattore decisivo all’interno del contesto italiano, considerando il peso della proprietà famigliare, ad esclusione delle cooperative.
Stima vendite 2024 +3%, bene anche redditività e marginalità
Nel 2024, considerando che l’inflazione è stata pressoché nulla, la stima della crescita delle vendite della Gdo è del 3%, e arriva dopo un bienno che aveva visto, grazie all’aumento dei prezzi al consumo, crescite ben superiori, del 7,6% nel 2022 e del 7,7% nel 2023.
Ma, al di là dei fatturati, l’analista di Mediobanca ha evidenziato i dati positivi relativi a due indicatori fondamentali per fotografare la salute del settore, vale a dire l’EBIT margin e il ROI: il primo nel 2023 (ultimi dati di bilancio a disposizione) è stato del 2,9% (2,5% la media del quinquennio), mentre il secondo di è assestato al 7,4% (5,8% la media). “L’EBIT margin e il ROI del 44% delle aziende della GDO è molto molto performante – ha osservato Oriana Romeo – inoltre il 32,7% ha una solidità notevole come patrimonio netto”.
Le possibili tendenze nel prossimo futuro
Sviluppo dell’offerta dei prodotti a marchio (MDD), ulteriore crescita del format dei discount e una maggiore concentrazione tra gli attori della Gdo. Sono le possibili tendenze che potrebbero emergere nel prossimo futuro sempre secondo l’indagine realizzata da Mediobanca. La Mdd rappresenta ormai quasi un terzo dell’intero mercato e ha raggiunto un giro d’affari di 26 miliardi di euro (+6,3% medio annuo sul 2019).
I discount ormai rappresentano un attore centrale nella distribuzione moderna con un fatturato cresciuto del 9,2% nel 2023 e, soprattutto, una marginalità super positiva: l’EBIT margin dei discount nel 2023 è al 4,8% e stacca del 2,3% quello degli altri gruppi, il ROI è arrivato al 16,5% (5,9% gli altri operatori).
Sul fronte aggregazione l’Italia è sempre stata, e lo è tuttora, uno dei paesi dove è presente la maggior frammentazione della Gdo. Nonostante questo, il 65% degli operatori intravede spazi per un aumento della concentrazione del mercato italiano. Qualcosa, in effetti, seppur lentamente, sta cambiando: se i primi 5 player del settore nel 2019 valevano il 45% del mercato, oggi, considerando anche il frastagliato universo della DO (Distribuzione Organizzata) si arriva al 57%.
Il passaggio generazionale
Se, come abbiamo visto, la maggior parte delle aziende della Gdo non spicchino per presenza di giovani, apertura a membri esterni della famiglia nel management e centralità del ruolo femminile al loro interno, qualcosa sembra comunque star cambiando dal 2019 a oggi. L’età media dei board è diminuita di 3,8 anni e la rappresentanza femminile è cresciuta di 3,2 punti percentuali. Nel 2019, i tre quarti delle donne erano presenti nei CdA nel ruolo di consigliere, quota che è calata all’attuale 60,5% a vantaggio di più donne nel ruolo di Presidente (dal 7% al 18,4%) e di Vicepresidente (dal 5,3% al 9,2%).
I gruppi più virtuosi da questo punto di vista? Selex e C3 sono quelli i cui associati hanno una presenza femminile che supera il terzo dei membri complessivi. In crescita la componente femminile dei board delle aziende di VéGé (dal 12,3% del 2019 al 17,9% odierno) e quella di Crai (dal 9,1% al 4 16,7%); in calo l’età media dei board degli associati C3 (-8,3 anni dal 2019), VéGé (-5,3 anni) e Selex (-4,3 anni).
Quello del capitale umano e dell’importanza della sua valorizzazione all’interno della Gdo, sarà un tema sempre più importante. “La Gd richiede un alto grado di professionalità” diceva d’altronde già Enrico Cuccia, citato alla fine della presentazione, e la capacità di attirare talenti e innovarsi, diventa quindi fondamentale.