Nell’arco di dieci anni, la coltivazione delle nocciole è cresciuta notevolmente in termini economici e di produzione, passando da 8.000 a 13.000 ettari di superfici coltivate in provincia di Cuneo, tuttavia nelle ultime annate, specialmente in quella 2024, ha registrato un pesante crollo dei raccolti: un’emergenza, fra cambiamenti climatici e problematiche agronomiche, che rende imprescindibile puntare sulla ricerca scientifica per analizzarne le cause e individuare soluzioni concrete.
È quanto evidenzia Coldiretti Cuneo nell’annunciare il convegno "Nocciolo in Piemonte, l’importanza della ricerca per rispondere alle domande del settore”, in programma martedì 8 aprile alle ore 9.30, a Cherasco alla La Porta delle Langhe.
Gli esperti presenti
Il convegno vedrà la partecipazione di diversi esperti del settore: Valerio Cristofori del Dafne (Dipartimento di scienze agrarie e forestali) dell’Università degli studi della Tuscia; Simone Bardella, responsabile corilicolo di Fondazione Agrion; Roberto Botta, Nadia Valentini e Vera Pavese del Disafa (Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari) dell’Università degli studi di Torino; Vladimiro Guarnaccia del Disafa e di Agroinnova dell’Università degli studi di Torino; Gianfranco Latino, responsabile del settore Produzioni agrarie e zootecniche della Regione Piemonte.
Grazie al loro contributo – evidenzia Coldiretti Cuneo – si analizzeranno le strategie innovative di nutrizione fogliare e biostimolazione per incrementare la produttività del corileto, le prospettive di adattamento del nocciolo ai cambiamenti climatici, le tecniche di evoluzione assistita (Tea) e le biomolecole per aumentare la resilienza della Tonda gentile.
Verranno presentati un’indagine triennale sulle cause della cascola pre-raccolta del nocciolo e un aggiornamento sul Mal dello stacco del nocciolo, con focus sulle cause e sulle strategie di difesa. Infine, un approfondimento sulla corilicoltura nelle politiche a sostegno dell’agricoltura in Piemonte.
Fonte: Coldiretti Cuneo