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02 aprile 2025

L'innovazione che vorrei: tra nuove varietà e IA in reparto

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L'innovazione genetica e la qualità dei prodotti nel reparto ortofrutta non mancano, a scarseggiare è la comunicazione al consumatore. L'Intelligenza artificiale e il Machine learning sono entrati in reparto, contribuendo così alla gestione degli ordini basati su previsioni che tengono conto di centinaia di variabili e non sulla sola esperienza degli operatori. 

Sono due degli spunti emersi oggi durante Ortofrutta, l'innovazione che vorremmo - Nuove varietà e nuovi trend per nuovi consumatori, il webinar organizzato da myfruit.it partendo da una premessa e da una domanda: l'ortofrutta è in rapida trasformazione; quali sono le tendenze che stanno ridisegnando il futuro del settore? Ecco gli highlight.

L'innovazione varietale non è una cosa semplice. Ma si fa

L'innovazione varietale costa, sia in termini economici, sia in termini di tempo, sia in termini di sforzi e di fallimenti. 

A chiarirlo Giulio Romagnoli, amministratore delegato di Romagnoli F.lli Spa che, focalizzando l'attenzione sulle patate, ha sintetizzato: "Ogni anno vengono fatti milioni di incroci, ma per trovare una nuova varietà mediamente passano sette-otto anni. Come produttori abbiamo il dovere di proporre varietà che abbiano un prerequisito, e cioè che siano residenti ai fattori climatici e alle fitopatie sempre più aggressive, ma queste varietà devono anche garantire il raccolto e dunque la disponibilità di cibo. Non dobbiamo poi dimenticare il gusto: se una nuova varietà di patate ha il prerequisito e non è buona o, viceversa, è gustosa ma non è resistente, di fatto resta nel cassetto". 

Dello stesso avviso Carmela Suriano, direttrice Emea di Nova Siri Genetics che, raccontando le ultime frontiere della ricerca sulle fragole e sui piccoli frutti, ha rilevato: "Con i cambianti climatici in atto e le nuove emergenze, oggi la ricerca ha cambiato paradigma ed è orientata a individuare cultivar caratterizzate dalla rusticità. I test sono effettuati in differenti areali, su suoli stanchi, in presenza di stress idrici e termici proprio per mettere alla prova le nuove varietà, le quali devono essere in grado di sopportare sbalzi e situazioni estreme". 

"Oggi le fragole e i piccoli frutti non sono più un acquisto di impulso - ha aggiunto - ma grazie all'estensione del calendario produttivo e alla qualità dei frutti dovuti al miglioramento genetico, sono un acquisto programmato, perché il consumatore è consapevole del loro aspetto salutare: sono infatti nella top20 di cibi antiossidanti". 

Per far guadagnare un posto in questa classifica si è lavorato sull'equilibrio tra acidi e zuccheri, sulla forma, sulla dimensione e colore del frutto, sulla polpa soda e sul gusto: "Una nuova varietà di fragole deve includere tutte queste caratteristiche - ha precisato Suriano - Un altro aspetto che attira l'attenzione del consumatore è l'epidermide vellutata e di colore rosso intenso, il che comporta un lavoro sugli acheni, sulla quantità di antocianine. Prima del lancio sul mercato occorre fare una serie di analisi chimico-fisiche e sensoriali, l'innovazione vareitale non è una cosa semplice". 

Il consumatore al centro

D'accordo con gli altri relatori Ernesto Fornari, direttore generale del gruppo Apofruit, che ha illustrato come le innovazioni varietali possano tradursi in prodotti d'eccellenza: "Nel fare ricerca non si deve più partire dalla produttività, ma si deve pensare al consumatore, altrimenti si fallisce. Un aspetto importante è la continuità del prodotto in reparto, prova ne sia il successo delle uve da semi e delle clementine da quando la finestra commerciale è più ampia. Le nuove varietà di queste referenze hanno cambiato le tendenze dei consumi". 

Un altro aspetto da considerare è il brand, il quale ha il compito di accompagnare il consumatore verso l'innovazione: "I marchi premium aiutano a orientarsi, non dimentichiamo che il consumatore ha pochi secondi per individuare un'innovazione - ha sottolineato Fornari - Un altro aspetto importante sono le confezioni, che devono essere sostenibili e parlanti". 

Il Machine learning entra in reparto

Giulia Gafà, marketing manager di Tuidi, ha invece svelato come l'analisi dei dati, grazie all'Intelligenza artificiale e al Machine learning, stia cambiando le regole del gioco nella gestione del reparto ortofrutta: "Grazie al nostro sistema di riordino basato sul Machine learning l'esperienza del consumatore migliora perché trova il reparto quello che desidera. Si tratta di un aspetto importante per la Gdo, perché non si deve dimenticare che il consumatore sa essere infedele". 

In pratica, grazie a una piattaforma in grado di incrociare centinaia di variabili interne ed esterne - per esempio una promozione in atto, oppure un evento sportivo o una festività - gli ordini sono più precisi e programmati: "Il nostro sistema è in grado di analizzare real time gli scontrini e le giacenze, e pertanto le previsioni di vendita sono più precise - ha analizzato - Si tratta di una soluzione personalizzata, che porta alla luce correlazioni impensate, come quella tra la vendita in promozione di temperamatite e succhi di frutta, o la più classica panna e fragole". 

Come cambia il reparto

I consumatori sono sempre più esigenti - ha rilevato Annamaria Medici, responsabile acquisti e formazione Ortofrutta di Multicedi, analizzando le strategie vincenti per soddisfare le richieste dei  consumatori - Noi rispondiamo con la selezione dei prodotti locali, con la ricerca continua di prodotti distintivi per ampliare l'assortimento, con la valorizzazione delle Dop e Igp, con l'inserimento di prodotti biologici, nichel free, residuo zero".

"Una volta - ha ricordato Medici - l'introduzione in reparto di un nuovo prodotto passava in sordina, oggi per prima cosa informiamo chi lavora sul punto di vendita, sono loro il primo contatto con il consumatore. E anche il volantino ha assunto un nuovo ruolo, da strumento per comunicare il prezzo a strumento per dare informazioni anche sul prodotto e sulla azienda".

Occorre puntare sulla comunicazione a tuttotondo che, come ha evidenziato Medici, passa danche alla valorizzazione della stagionalità, dall'esposizione, dal focus sui prodotti nuovi. "Ma - ha concluso Romagnoli - tutta la filiera deve impegnarsi a fare maggiori sinergia, a raccontare quanto di buono si fa nelle filiere, a introdurre criteri di valutazione oggettivi come quelli dello standard ESG. I prodotti di qualità e innovativi non mancano, la comunicazione troppo spesso scarseggia". 

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